LentaMente al 35° parallelo nord.

Esiste un punto nello spazio che smantella la geometria euclidea perché capace di contenere infiniti piani tra di loro paralleli. È un luogo unico che si muove sulla pelle fluida del mondo, il suo tragitto è fatto di punti meridiani dove nord e sud sono concetti correlativi, dove si susseguono eventi sempre unici perché irripetibili.

Questo luogo è una barca.

La nave, nel tempo, ha allargato i confini del mondo rompendo con la propria prua un’onda sempre più lontana, portando a contatto nelle proprie stive vite altrimenti intangibili le une alle altre.

Toccando mille sponde le navi hanno permesso di disegnare il mondo, raccontarlo con immagini inedite e parole di stupore e meraviglia.

Oggi questo racconto sembra non interessare più, i marinai non si scaldano al sole ma restano chiusi dentro pozzetti ipertecnologici concentrati nel gestire mezzi sempre più performanti, affrontano “i 40° ruggenti” girando il mondo alle latitudini sud senza fermarsi mai, senza quasi volerlo vedere, impegnati a sfidare le onde ed il vento come a dimostrare la grandezza dell’uomo di fronte agli elementi.

D’altro canto, gli spettatori di queste imprese richiedono velocità, brivido, emozioni forti da consumare comodamente a casa propria, non più racconti di pezzi di mondo da sognare o da raggiungere e scoprire con i propri occhi.

Solo il folle, tuttavia, desidera il centro del mare, ogni navigazione ha un porto cui tendere oltre l’orizzonte e il mare antico in mezzo alle terre ha mille sponde su cui chiunque dovrebbe poter posare i piedi, le barche sono gli aghi, le rotte i fili che le uniscono.

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